giovedì 15 maggio 2014
"IO HITLER" AD ALESSANDRIA
Il Fiarì in trasferta...
Mercoledì 21 maggio alle 21
IO HITLER ad Alessandria per "SCATOLA SONORA" XVII ED.
Festival di Opera e Teatro Musicale di piccole dimensioni
Presso il Complesso conventuale di San Francesco, ex Ospedale militare - via XXIV Maggio 5, Alessandria
INGRESSO LIBERO E GRATUITO FINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI
FILIPPO DEL CORNO
IO HITLER
Azione di teatro musicale su testo di Giuseppe Genna
Fiarì Ensemble
Gianluca Calonghi clarinetto basso
Claudio Giunta trombone
Massimo Barrera e Giulio Sanna violoncelli
Andrea Rebaudengo pianoforte
Riccardo Balbinutti percussioni
Marilena Solavagione, direttore
Maurizio Leoni, attore-cantante
Qui il programma completo (file PDF).
domenica 13 aprile 2014
LAUDES PASCHALES 2014
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| Torino - Cappella dei Mercanti |
Mercoledì 16 aprile 2014 - ore 21
Cappella dei Mercanti, via Garibaldi 25 - Torino
Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Alessandro Scarlatti
Laura Lanfranchi, soprano
Annalisa Mazzoni, contralto
Fiarì Ensemble
Paolo Volta e Magdalena Vasilescu, violini
Massimo Barrera, violoncello
Marco Chiappero, maestro al cembalo
Ingresso libero e gratuito
www.coordinamentoassociazi
www.torinocultura.it
Evento su Facebook:
https://www.facebook.com/events/812358202111036/?ref_newsfeed_story_type=regular
martedì 3 dicembre 2013
IN SCENA! 2013 – 6° CONCERTO
“FIABE”
9 dicembre 2013 – Teatro Vittoria, Torino
ORE 21.00
NICCOLÒ CASTIGLIONI
COME IO PASSO L’ESTATE
11 DANZE PER LA BELLA VERENA
CARLO MURATORI
FILASTROCCHE, STORIE E CANTI POPOLARI SICILIANI
RUBEN ZAHRA
HREJJEF – FIABE MALTESI
Traduzione di Biancamaria Stanzani Ghedini
1° esecuzione assoluta
Fiarì Ensemble
Gregorio Tuninetti flauto
Gianluca Calonghi clarinetto
Paolo Volta violino
Massimo Barrera violoncello
Gianluca Angelillo pianoforte
Riccardo Balbinutti percussioni
Marilena Solavagione, direttore
con la partecipazione del cantastorie Carlo Muratori
animazione digitale a cura di Ruben Zahra
INGRESSO LIBERO E GRATUITO
Tre aspetti del fiabesco sono rivissuti da altrettanti compositori, differenti per formazione, cultura e stile, nel tentativo di compiere un viaggio alle nostre origini individuali e collettive.
Doveroso l'omaggio a Niccolò Castiglioni, senza dubbio uno dei musicisti italiani più ispirati del secondo Novecento, con la suite Come io passo l'estate per pianoforte e le Undici danze per la bella Verena, che è l'ultimo lavoro terminato dal compositore milanese prima della morte.
ĦREJJEF-Fiabe popolari maltesi è un affascinante produzione multidisciplinare che unisce fiabe tradizionali, ombre cinesi, musica contemporanea ed animazione digitale. L’opera si basa su quattro fiabe popolari, raccontate nello stile tradizionale dei cantastorie e accompagnate dalla musica eseguita live che funge da vera e propria colonna sonora. La musica composta da Ruben Zahra era originariamente per piano solo, ma l’autore ha esplicitamente adattato, su richiesta del Fiarì Ensemble, la partitura per flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte e percussioni. Le animazioni digitali sono state sviluppate ricordando le ombre cinesi, con figure riccamente decorate ispirate a motivi del barocco maltese. Mentre il cantastorie narra la vicenda, una video sequenza è proiettata sullo sfondo e i personaggi della storia prendono vita sullo schermo.
Questo lavoro nasce dalla collaborazione tra Ruben Zahra e Carlo Muratori, cantautore e musicologo siracusano, del quale ascolteremo le personali rielaborazioni di filastrocche e canti tradizionali siciliani, che si colegano ad una gloriosa tradizione italiana di studio e recupero della musica popolare.
9 dicembre 2013 – Teatro Vittoria, Torino
ORE 21.00
NICCOLÒ CASTIGLIONI
COME IO PASSO L’ESTATE
11 DANZE PER LA BELLA VERENA
CARLO MURATORI
FILASTROCCHE, STORIE E CANTI POPOLARI SICILIANI
RUBEN ZAHRA
HREJJEF – FIABE MALTESI
Traduzione di Biancamaria Stanzani Ghedini
1° esecuzione assoluta
Fiarì Ensemble
Gregorio Tuninetti flauto
Gianluca Calonghi clarinetto
Paolo Volta violino
Massimo Barrera violoncello
Gianluca Angelillo pianoforte
Riccardo Balbinutti percussioni
Marilena Solavagione, direttore
con la partecipazione del cantastorie Carlo Muratori
animazione digitale a cura di Ruben Zahra
INGRESSO LIBERO E GRATUITO
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| Niccolò Castiglioni |
Doveroso l'omaggio a Niccolò Castiglioni, senza dubbio uno dei musicisti italiani più ispirati del secondo Novecento, con la suite Come io passo l'estate per pianoforte e le Undici danze per la bella Verena, che è l'ultimo lavoro terminato dal compositore milanese prima della morte.
ĦREJJEF-Fiabe popolari maltesi è un affascinante produzione multidisciplinare che unisce fiabe tradizionali, ombre cinesi, musica contemporanea ed animazione digitale. L’opera si basa su quattro fiabe popolari, raccontate nello stile tradizionale dei cantastorie e accompagnate dalla musica eseguita live che funge da vera e propria colonna sonora. La musica composta da Ruben Zahra era originariamente per piano solo, ma l’autore ha esplicitamente adattato, su richiesta del Fiarì Ensemble, la partitura per flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte e percussioni. Le animazioni digitali sono state sviluppate ricordando le ombre cinesi, con figure riccamente decorate ispirate a motivi del barocco maltese. Mentre il cantastorie narra la vicenda, una video sequenza è proiettata sullo sfondo e i personaggi della storia prendono vita sullo schermo.
Questo lavoro nasce dalla collaborazione tra Ruben Zahra e Carlo Muratori, cantautore e musicologo siracusano, del quale ascolteremo le personali rielaborazioni di filastrocche e canti tradizionali siciliani, che si colegano ad una gloriosa tradizione italiana di studio e recupero della musica popolare.
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| Ruben Zahra |
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| Carlo Muratori |
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venerdì 22 novembre 2013
IN SCENA! 2013 - 5° CONCERTO
"TUTTI A SCUOLA! 2"
ORE 10.30 spettacolo per le scuole. ORE 21 spettacolo per tutti
STEFANO PIERINI
NOVITÀ
Commissione Fiarì Ensemble
1° esecuzione assoluta
CLAUDE VIVIER
PULAU DEWATA (arrangiamento di Paolo Volta)
GERARD GRISEY
MANIFESTATIONS
BRUNO MADERNA
SERENATA PER UN SATELLITE
Versione di Paolo Volta
1° esecuzione assoluta
Fiarì Ensemble
Marilena Solavagione, direttore
con la partecipazione di un gruppo di studenti di strumento delle scuole secondarie di I grado ad indirizzo musicale della Provincia di Torino (Rete MIRé)
Dopo il grande successo dello scorso anno, Il Fiarì Ensemble ha rinnovato la collaborazione con gli alunni delle scuole secondarie di I grado ad indirizzo musicale della Provincia di Torino facenti parte della rete MiRé (organismo di recente costituzione grazie ad un protocollo dell’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte). Alcuni alunni delle scuole medie ad indirizzo musicale della provincia di Torino collaboreranno con il Fiarì Ensemble per un workshop esecutivo. La scelta del programma mira a proporre brani che possano ottenere un coinvolgimento immediato degli studenti a contatto con sonorità per loro nuove ed inaudite.
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| Stefano Pierini |
Stefano Pierini è un compositore di area torinese che si è distinto come vincitore di concorsi internazionali. La sua musica è stata eseguita in festival italiani ed internazionali come Settembre Musica (2005, Torino), Chez Bushwick (New York, 2005), Settimane Musicali di Stresa (2006, Stresa), URTICanti (2007 e 2008, Bari), MITO Settembre Musica (2007 e 2009, Torino), Seattle Chamber Players Season (2009, Seattle), Atlas Academy - Conservatorium van Amsterdam (2009, Amsterdam, Holland), 1st International Bassetthorn Festival (2009, Kandern, Germany). Il brano Parafrasi del nero, scritto appositamente per il Fiarì Ensemble e presentato in prima esecuzione assoluta, è ispirato da alcuni frammenti di musiche pianistiche di Franz Listz (Nuages gris, Unstern! e Die Trauer-Gondel n.1).
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| Claude Vivier |
Il
canadese Claude
Vivier è stato uno dei musicisti più originali attivo tra gli anni
settanta e ottanta. Ebbe
una vita breve e tormentata, segnata dalla ricerca continua di
un linguaggio
sonoro personale, vincolato ad un
rapporto nuovo tra artista e società. Pulau
Dewata
(che in indonesiano significa “Isola degli dei”) è una delle sue
composizioni più eseguite,
scritta nel 1977 dopo un soggiorno di studio compiuto dallo stesso
Vivier nell'isola di Bali. Proprio la tradizione del gamelan,
la musica tradizionale del sud-est asiatico è ricreata attraverso
una scrittura semplice, prevalentemente omoritmica, formalmente
basata sulla successione di nove melodie, ognuna
basata su un numero crescente di suoni.
Partitura
di grande vitalità ritmica, non ha una strumentazione specifica; può
essere dunque adattata ad ogni organico. La versione che ascolteremo
è stata curata da Paolo Volta espressamente per il Fiarì Ensemble.
Tra i primi compositori che scoprirono ed apprezzarono la musica di Vivier, Gèrard Grisey (qui un'interessante profilo - in inglese) è considerato uno dei principali rappresentati della corrente spettralista, attiva in Francia a partire dall'inizio degli anni Settanta. Il gruppo di musicisti formato, oltre che da Grisey, da Dufourt, Murail, Levinas e altri, rifiutava le tecniche seriali dell'avanguardia del secondo dopoguerra e propugnava l'esplorazione inedita di una delle caratteristiche fondamentali della musica: il timbro. Tale ricerca partiva dalle possibilità di analisi del suono fornite dalle nuove tecnologie, ma era poi trasmessa alla scrittura strumentale senza tralasciare quegli aspetti percettivi che erano spesso stati sottovalutati nei due decenni precedenti. Manifestations è stato scritto nel 1976 per un gruppo di studenti del Conservatorio di Gennevillers (Francia). Si tratta di un brano pensato espressamente per giovani esecutori, calibrato sulle loro capacità tecniche e sulla loro curiosità nei confronti del suono. Dei tre movimenti originari abbiamo scelto i primi due, dai titoli evocativi di una stagione di lotte e utopie: ...pour échapper à la télévision e ...pour trouver le silence.
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| Bruno Maderna (a destra) con Luciano Berio |
La
Serenata
per un satellite
è una delle più celebri composizioni di Bruno
Maderna.
Dedicata al fisico Umberto Montalenti, che all'epoca era direttore
dell'agenzia spaziale ESOC (European Space Operation Center) con sede
nella città tedesca di Darmstadt, in cui Maderna abitava. La sera
del 1° ottobre 1969, in occasione della messa in orbita del
satellite “Boreas”, Maderna diresse la prima esecuzione
di questa Serenata
per celebrare l'avvenimento. Si tratta di una specie di gioco
musicale in cui gli esecutori sono invitati a “improvvisare, ma con
le note scritte” partendo da un'unica pagina in cui sono contenuti
frammenti musicali disposti in modo fantasioso, con una grafia che
richiama traiettorie galattiche. La versione di Paolo Volta alterna
parti “scritte” in modo tradizionale, che rielaborano i frammenti
originali della Serenata
e di un breve brano per violino e pianoforte (Per
Caterina
del 1963), con parti improvvisate dai musicisti dell'ensemble e
dai giovani esecutori.
| Partitura originale della Serenata per un satellite |
domenica 3 novembre 2013
IN SCENA! 2013 - 4° CONCERTO
“IO HITLER”
7 novembre 2013 – Teatro Vittoria, Torino
ORE 21.00
FILIPPO DEL CORNO
IO HITLER
Azione di teatro musicale
Fiarì Ensemble
Gianluca Calonghi clarinetto basso
Claudio Giunta trombone
Massimo Barrera e Giulio Sanna violoncelli
Andrea Rebaudengo pianoforte
Riccardo Balbinutti percussioni
Marilena Solavagione, direttore
Maurizio Leoni, attore-cantante
Io Hitler è un'azione di teatro musicale su testo di Giuseppe Genna che racconta la vita del dittatore dal 1905 al 1933, poco prima della definitiva presa del potere. Vengono messi a fuoco, con accurata precisione storica, elementi poco noti della vita di Hitler, senza alcuna concessione a curiosità morbose o invenzioni fittizie. Hitler non è un'icona mitica, e neanche una maschera grottesca. E' un uomo consapevole e responsabile della serie di crimini con cui si appresta a provocare la più efferata tragedia della storia.
L'attore, solo sul palcoscenico, impersona Hitler con mimesi iperrealista, immerso in una vischiosa lava sonora intessuta nelle regioni più gravi degli strumenti.
Il lavoro è stato eseguito per la prima volta al Teatro Franco Parenti, Milano nell'ambito del festival MiTo 2009. Filippo Del Corno ha gentilmente predisposto una nuova versione musicale e scenica del lavoro su richiesta del Fiarì Ensemble per IN SCENA! 2013.
7 novembre 2013 – Teatro Vittoria, Torino
ORE 21.00
FILIPPO DEL CORNO
IO HITLER
Azione di teatro musicale
Fiarì Ensemble
Gianluca Calonghi clarinetto basso
Claudio Giunta trombone
Massimo Barrera e Giulio Sanna violoncelli
Andrea Rebaudengo pianoforte
Riccardo Balbinutti percussioni
Marilena Solavagione, direttore
Maurizio Leoni, attore-cantante
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| Giuseppe Genna |
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| Filippo Del Corno |
L'attore, solo sul palcoscenico, impersona Hitler con mimesi iperrealista, immerso in una vischiosa lava sonora intessuta nelle regioni più gravi degli strumenti.
Il lavoro è stato eseguito per la prima volta al Teatro Franco Parenti, Milano nell'ambito del festival MiTo 2009. Filippo Del Corno ha gentilmente predisposto una nuova versione musicale e scenica del lavoro su richiesta del Fiarì Ensemble per IN SCENA! 2013.
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IN SCENA! 2013 - 3° CONCERTO
spettacolo riservato agli studenti del Liceo Musicale "A. Passoni" di Torino
“ELETTRONICA PER I GIOVANI”
5 novembre 2013 – Conservatorio “G. Verdi” di Torino
ORE 10.30
Musiche di Stockhausen, Harvery, Nono, Karpen
Stefano Bassanese, Andrea Agostini (Conservatorio “G. Verdi” di Torino) presentazione e regia del suono
Paolo Volta (Fiarì Ensemble), violino
in collaborazione con la Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio “G. Verdi” di Torino
“ELETTRONICA PER I GIOVANI”
5 novembre 2013 – Conservatorio “G. Verdi” di Torino
ORE 10.30
Musiche di Stockhausen, Harvery, Nono, Karpen
Stefano Bassanese, Andrea Agostini (Conservatorio “G. Verdi” di Torino) presentazione e regia del suono
Paolo Volta (Fiarì Ensemble), violino
in collaborazione con la Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio “G. Verdi” di Torino
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sabato 19 ottobre 2013
IN SCENA! 2013 - 2° CONCERTO
“FLUSSI”
21 ottobre 2013 – Teatro Vittoria, Torino
ORE 21.00
RUGGERO LAGANÀ
THE LOVE SONG OF
J. ALFRED PRUFROCK
Testo di T. S. Eliot
1° esecuzione assoluta
A DEDICATION (TO MY WIFE)
Testo di T. S. Eliot
1° esecuzione assoluta
GIULIA MIA, LE FILIPPINE!
Testo di S. Cappelletto
1° esecuzione assoluta
Fiarì Ensemble
Luciano Condina flauto, Gianluca Calonghi clarinetto, Paolo Volta violino, Massimo Barrera violoncello, Gianluca Angelillo pianoforte, Riccardo Balbinutti e Andrea Vigliocco percussioni
Marilena Solavagione, direttore
Sonia Grandis e Lorenzo Fontana, attori
Ayumi Togo, soprano
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| Ruggero Laganà |
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La canzone d’amore
di J.Alfred Prufock
(per voce recitante
clarinetto, pianoforte, percussione, violino e violoncello)
testo di T. S. Eliot –
musica di Ruggero Laganà
Eliot fa uso della
tecnica cosiddetta "flusso di coscienza" ed è spesso
difficile determinare quali passi siano da interpretare letteralmente
e quali siano simbolici, quali siano reali e quali facciano parte
dell’inconscio. Inoltre i passaggi tra i vari pensieri sono
prevalentemente psicologici piuttosto che logici; per questo l'uso
del verso libero. Innanzi tutto il testo non è una canzone d'amore:
per Prufrock l'amore non è possibile, poiché vive la crisi
dell'uomo del primo ‘900, incapace di affrontare i cambiamenti e
avverte il male di vivere. Si rivolge ad un destinatario
imprecisato, un ascoltatore silenzioso. Il dilemma che opprime
Prufrock è l'inabilità a vivere un'esistenza significante nel mondo
moderno, riassumendo la frustrazione e l'impotenza dell'uomo dei
nostri giorni. Pufrock sembra rappresentare desideri contrastati e
moderna disillusione. Con l'avanzare della poesia prevalgono immagini
d'invecchiamento e decadenza; diventano chiare la rinuncia alla
fondamentale domanda e il riconoscimento della propria, mesta figura,
indegna ed incapace di turbare l'universo. Egli si paragona ad un
cortigiano, persino ad un buffone, figura comica e marginale, non in
grado di porsi come protagonista della Vita.
Il melologo si presenta
in 6 quadri (corrispondenti ai brani con pianoforte, violino,
violoncello, percussioni e clarinetto, che assurge simbolicamente al
canto/voce di Prufrock). La percussione accompagna il testo della
canzone recitato e svuotato quasi di riferimenti sonoro/musicali
determinati, lasciando un senso di smarrimento e di vuoto. Alla fine
di ogni stralcio del Poema il commento strumentale crea l’atmosfera
interiore suggerita dalla recitazione e prepara alla successiva parte
del testo di nuovo accompagnato solo da una diversa e spoglia
percussione.
Durata 35 minuti circa
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| Thomas Stearns Eliot |
A Dedication
( per soprano solo)
testo da R. M. Rilke –
musica di Ruggero Laganà
Di altra solitudine ed
estranietà si tratta. Ho tratto un testo da una meravigliosa poesia
di Rilke: “Orfeo, Euridice, Ermete”. In essa la discesa agli
inferi di Orfeo per ricondurre alla vita Euridice è completamente
stravolta rispetto al mito. La risalita dall’Ade di Euridice (amata
e compianta dall’inconsolabile Orfeo dopo la sua morte) avviene
secondo il racconto che conosciamo: accompagnata da Ermete, segue
Orfeo che sale per primo e mai dovrà voltarsi pena l’impossibilità
di far rivivere la sposa. Viceversa, inspiegabilmente, ciò accadrà
ed Euridice tornerà per sempre nel regno dei morti.
Il perché ciò avviene
è spiegato e descritto da Rilke mirabilmente ed appare sconcertante
e nuovo:
Euridice è morta e pur
nel tentativo di ritorno alla vita non è più la donna amata da
Orfeo; colma di morte, è estranea a se stessa e all’amato, spenta,
procede, ma non sa nemmeno dove e perché. Orfeo evidentemente se ne
accorge, anche se tutto ciò non è detto, e comunque si volta e
guarda decisamente e volontaristicamente Euridice perché sente ormai
l’impossibilità di ritrovare la stessa in lei la stessa donna e in
sé la stessa passione, la stessa vitalità, lo stesso sentimento: la
morte è avvenuta e non si ritorna indietro.
E’ incredibile
l’esclamazione di Euridice allorché sgomento Ermete annuncia che
Orfeo si è voltato: “Chi?” dice Lei, non capendo nulla
dell’accaduto nella sua chiusura e non provando nessun dolore nel
riprendere la via del ritorno , senza fretta, inciampando nelle sue
bende, mite.
Ho affidato tutto alla
voce femminile: l’esteriorizzazione dei cambiamenti dei paesaggi
esteriori dei luoghi attraversati ed interiori dei personaggi. Nelle
varie sezioni del brano si incede dal basso all’alto e i registri
della voce sono legati ai tre protagonisti che interrompono il
rintocco dei passi del lento e, alla fine inutile cammino, per
descriverne le differenze di intenzione, di pensieri, di propositi.
Durata 10 minuti circa
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| Rainer Maria Rilke |
Giulia mia , le
filippine !
(flusso nervoso per
voci femminili, cellulare ed ensemble strumentale)
testo di Sandro
Cappelletto - musica di Ruggero Laganà
Ho sdoppiato la voce in
recitazione e canto. Situazione tipica dell’attualità: donna
restata sola che, al cellulare, si lamenta di tutto, delle ragazze
che si susseguono come domestiche, degli ex-fidanzati, delle vacanze
imminenti che non sa con chi e dove fare... in un ininterrotto flusso
di parole bruscamente interrotto da una sorpresa finale non proprio
piacevole. La cantante (sua voce interiore) intona e sottolinea solo
alcune parole di tale flusso amplificandone il senso. Con la musica
mi diverto a commentare, a marcare l’essenziale di questo fiume
verboso di strampalata comunicazione, a riderci amaramente un po’
sopra e a rendere estraniato tutto il pathos della telefonata per
quello che è: uno sfogo un po’ isterico, un po’ delirante, di
una “piccolo borghese”, cittadina, schiava del consumismo e
inguaribilmente alienata. E’ apparentemente il contrario della
telefonata drammatica, sempre di una donna che sta per essere
abbandonata, della Voix humaine di Jean Cocteau (musicata da Poulenc), ma nello sconclusionato, nervoso sproloquio detto, sussurrato,
urlato al cellulare si sente un vuoto che ci ricorda molte situazioni
dell’oggi e che, se fa sorridere, ci intristisce comunque un
po’.
Durata 20 minuti circa
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| Sandro Cappelletto |
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