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martedì 3 dicembre 2013

IN SCENA! 2013 – 6° CONCERTO

“FIABE”

9 dicembre 2013 – Teatro Vittoria, Torino
ORE 21.00

NICCOLÒ CASTIGLIONI
COME IO PASSO L’ESTATE

11 DANZE PER LA BELLA VERENA

CARLO MURATORI
FILASTROCCHE, STORIE E CANTI POPOLARI SICILIANI

RUBEN ZAHRA
HREJJEF – FIABE MALTESI
Traduzione di Biancamaria Stanzani Ghedini
1° esecuzione assoluta

Fiarì Ensemble
Gregorio Tuninetti flauto
Gianluca Calonghi clarinetto
Paolo Volta violino
Massimo Barrera violoncello
Gianluca Angelillo pianoforte
Riccardo Balbinutti percussioni
Marilena Solavagione, direttore
con la partecipazione del cantastorie Carlo Muratori
animazione digitale a cura di Ruben Zahra

INGRESSO LIBERO E GRATUITO

 
Niccolò Castiglioni
Tre aspetti del fiabesco sono rivissuti da altrettanti compositori, differenti per formazione, cultura e stile, nel tentativo di compiere un viaggio alle nostre origini individuali e collettive.

Doveroso l'omaggio a Niccolò Castiglioni, senza dubbio uno dei musicisti italiani più ispirati del secondo Novecento, con la suite Come io passo l'estate per pianoforte e le Undici danze per la bella Verena, che è l'ultimo lavoro terminato dal compositore milanese prima della morte.

ĦREJJEF-Fiabe popolari maltesi è un affascinante produzione multidisciplinare che unisce fiabe tradizionali, ombre cinesi, musica contemporanea ed animazione digitale. L’opera si basa su quattro fiabe popolari, raccontate nello stile tradizionale dei cantastorie e accompagnate dalla musica eseguita live che funge da vera e propria colonna sonora. La musica composta da Ruben Zahra era originariamente per piano solo, ma l’autore ha esplicitamente adattato, su richiesta del Fiarì Ensemble, la partitura per flauto, clarinetto, violino, violoncello, pianoforte e percussioni. Le animazioni digitali sono state sviluppate ricordando le ombre cinesi, con figure riccamente decorate ispirate a motivi del barocco maltese. Mentre il cantastorie narra la vicenda, una video sequenza è proiettata sullo sfondo e i personaggi della storia prendono vita sullo schermo.

Questo lavoro nasce dalla collaborazione tra Ruben Zahra e Carlo Muratori, cantautore e musicologo siracusano, del quale ascolteremo le personali rielaborazioni di filastrocche e canti tradizionali siciliani, che si colegano ad una gloriosa tradizione italiana di studio e recupero della musica popolare.


Ruben Zahra

Carlo Muratori

venerdì 22 novembre 2013

IN SCENA! 2013 - 5° CONCERTO


"TUTTI A SCUOLA! 2"

28 novembre 2013 – Teatro Vittoria, Torino
ORE 10.30 spettacolo per le scuole. ORE 21 spettacolo per tutti


STEFANO PIERINI
NOVITÀ
Commissione Fiarì Ensemble
1° esecuzione assoluta


CLAUDE VIVIER
PULAU DEWATA
(arrangiamento di Paolo Volta)

GERARD GRISEY
MANIFESTATIONS


BRUNO MADERNA
SERENATA PER UN SATELLITE
Versione di Paolo Volta
1° esecuzione assoluta



Fiarì Ensemble
Marilena Solavagione, direttore
 


con la partecipazione di un gruppo di studenti di strumento delle scuole secondarie di I grado ad indirizzo musicale della Provincia di Torino (Rete MIRé)



Dopo il grande successo dello scorso anno, Il Fiarì Ensemble ha rinnovato la collaborazione con gli alunni delle scuole secondarie di I grado ad indirizzo musicale della Provincia di Torino facenti parte della rete MiRé (organismo di recente costituzione grazie ad un protocollo dell’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte). Alcuni alunni delle scuole medie ad indirizzo musicale della provincia di Torino collaboreranno con il Fiarì Ensemble per un workshop esecutivo. La scelta del programma mira a proporre brani che possano ottenere un coinvolgimento immediato degli studenti a contatto con sonorità per loro nuove ed inaudite.

Stefano Pierini

Stefano Pierini è un compositore di area torinese che si è distinto come vincitore di concorsi internazionali. La sua musica è stata eseguita in festival italiani ed internazionali come Settembre Musica (2005, Torino), Chez Bushwick (New York, 2005), Settimane Musicali di Stresa (2006, Stresa), URTICanti (2007 e 2008, Bari), MITO Settembre Musica (2007 e 2009, Torino), Seattle Chamber Players Season (2009, Seattle), Atlas Academy - Conservatorium van Amsterdam (2009, Amsterdam, Holland), 1st International Bassetthorn Festival (2009, Kandern, Germany). Il brano Parafrasi del nero, scritto appositamente per il Fiarì Ensemble e presentato in prima esecuzione assoluta, è ispirato da alcuni frammenti di musiche pianistiche di Franz Listz (Nuages gris, Unstern! e Die Trauer-Gondel n.1).


Claude Vivier

Il canadese Claude Vivier è stato uno dei musicisti più originali attivo tra gli anni settanta e ottanta. Ebbe una vita breve e tormentata, segnata dalla ricerca continua di un linguaggio sonoro personale, vincolato ad un rapporto nuovo tra artista e società. Pulau Dewata (che in indonesiano significa “Isola degli dei”) è una delle sue composizioni più eseguite, scritta nel 1977 dopo un soggiorno di studio compiuto dallo stesso Vivier nell'isola di Bali. Proprio la tradizione del gamelan, la musica tradizionale del sud-est asiatico è ricreata attraverso una scrittura semplice, prevalentemente omoritmica, formalmente basata sulla successione di nove melodie, ognuna basata su un numero crescente di suoni. Partitura di grande vitalità ritmica, non ha una strumentazione specifica; può essere dunque adattata ad ogni organico. La versione che ascolteremo è stata curata da Paolo Volta espressamente per il Fiarì Ensemble.
 
Gèrard Grisey

Tra i primi compositori che scoprirono ed apprezzarono la musica di Vivier, Gèrard Grisey (qui un'interessante profilo - in inglese) è considerato uno dei principali rappresentati della corrente spettralista, attiva in Francia a partire dall'inizio degli anni Settanta. Il gruppo di musicisti formato, oltre che da Grisey, da Dufourt, Murail, Levinas e altri, rifiutava le tecniche seriali dell'avanguardia del secondo dopoguerra e propugnava l'esplorazione inedita di una delle caratteristiche fondamentali della musica: il timbro.  Tale ricerca partiva dalle possibilità di analisi del suono fornite dalle nuove tecnologie, ma era poi trasmessa alla scrittura strumentale senza tralasciare quegli aspetti percettivi che erano spesso stati sottovalutati nei due decenni precedenti. Manifestations è stato scritto nel 1976 per un gruppo di studenti del Conservatorio di Gennevillers (Francia). Si tratta di un brano pensato espressamente per giovani esecutori, calibrato sulle loro capacità tecniche e sulla loro curiosità nei confronti del suono. Dei tre movimenti originari abbiamo scelto i primi due, dai titoli evocativi di una stagione di lotte e utopie: ...pour échapper à la télévision e ...pour trouver le silence.

Bruno Maderna (a destra) con Luciano Berio

La Serenata per un satellite è una delle più celebri composizioni di Bruno Maderna. Dedicata al fisico Umberto Montalenti, che all'epoca era direttore dell'agenzia spaziale ESOC (European Space Operation Center) con sede nella città tedesca di Darmstadt, in cui Maderna abitava. La sera del 1° ottobre 1969, in occasione della messa in orbita del satellite “Boreas”, Maderna diresse la prima esecuzione di questa Serenata per celebrare l'avvenimento. Si tratta di una specie di gioco musicale in cui gli esecutori sono invitati a “improvvisare, ma con le note scritte” partendo da un'unica pagina in cui sono contenuti frammenti musicali disposti in modo fantasioso, con una grafia che richiama traiettorie galattiche. La versione di Paolo Volta alterna parti “scritte” in modo tradizionale, che rielaborano i frammenti originali della Serenata e di un breve brano per violino e pianoforte (Per Caterina del 1963), con parti improvvisate dai musicisti dell'ensemble e dai giovani esecutori.

Partitura originale della Serenata per un satellite

domenica 3 novembre 2013

IN SCENA! 2013 - 4° CONCERTO

“IO HITLER”

7 novembre 2013 – Teatro Vittoria, Torino
ORE 21.00

FILIPPO DEL CORNO
IO HITLER
Azione di teatro musicale

Fiarì Ensemble
Gianluca Calonghi clarinetto basso
Claudio Giunta trombone
Massimo Barrera e Giulio Sanna violoncelli
Andrea Rebaudengo pianoforte
Riccardo Balbinutti percussioni

Marilena Solavagione, direttore
Maurizio Leoni, attore-cantante

 
Giuseppe Genna

Filippo Del Corno

Io Hitler è un'azione di teatro musicale su testo di Giuseppe Genna che racconta la vita del dittatore dal 1905 al 1933, poco prima della definitiva presa del potere. Vengono messi a fuoco, con accurata precisione storica, elementi poco noti della vita di Hitler, senza alcuna concessione a curiosità morbose o invenzioni fittizie. Hitler non è un'icona mitica, e neanche una maschera grottesca. E' un uomo consapevole e responsabile della serie di crimini con cui si appresta a provocare la più efferata tragedia della storia.
L'attore, solo sul palcoscenico, impersona Hitler con mimesi iperrealista, immerso in una vischiosa lava sonora intessuta nelle regioni più gravi degli strumenti.
Il lavoro è stato eseguito per la prima volta al Teatro Franco Parenti, Milano nell'ambito del festival MiTo 2009. Filippo Del Corno ha gentilmente predisposto una nuova versione musicale e scenica del lavoro su richiesta del Fiarì Ensemble per IN SCENA! 2013.

IN SCENA! 2013 - 3° CONCERTO

spettacolo riservato agli studenti del Liceo Musicale "A. Passoni" di Torino

“ELETTRONICA PER I GIOVANI”
5 novembre 2013 – Conservatorio “G. Verdi” di Torino
ORE 10.30 
Musiche di Stockhausen, Harvery, Nono, Karpen
Stefano Bassanese, Andrea Agostini (Conservatorio “G. Verdi” di Torino) presentazione e regia del suono
Paolo Volta (Fiarì Ensemble), violino
in collaborazione con la Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio “G. Verdi” di Torino

sabato 19 ottobre 2013

IN SCENA! 2013 - 2° CONCERTO


“FLUSSI”
21 ottobre 2013 – Teatro Vittoria, Torino
ORE 21.00


RUGGERO LAGANÀ
 

THE LOVE SONG OF
J. ALFRED PRUFROCK
Testo di T. S. Eliot
1° esecuzione assoluta


A DEDICATION (TO MY WIFE)
Testo di T. S. Eliot
1° esecuzione assoluta


GIULIA MIA, LE FILIPPINE!
Testo di S. Cappelletto
1° esecuzione assoluta



Fiarì Ensemble
Luciano Condina flauto, Gianluca Calonghi clarinetto, Paolo Volta violino, Massimo Barrera violoncello, Gianluca Angelillo pianoforte, Riccardo Balbinutti e Andrea Vigliocco percussioni

Marilena Solavagione, direttore
Sonia Grandis e Lorenzo Fontana, attori
Ayumi Togo, soprano


Ruggero Laganà









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La canzone d’amore di J.Alfred Prufock
(per voce recitante clarinetto, pianoforte, percussione, violino e violoncello)
testo di T. S. Eliot – musica di Ruggero Laganà

Eliot fa uso della tecnica cosiddetta "flusso di coscienza" ed è spesso difficile determinare quali passi siano da interpretare letteralmente e quali siano simbolici, quali siano reali e quali facciano parte dell’inconscio. Inoltre i passaggi tra i vari pensieri sono prevalentemente psicologici piuttosto che logici; per questo l'uso del verso libero. Innanzi tutto il testo non è una canzone d'amore: per Prufrock l'amore non è possibile, poiché vive la crisi dell'uomo del primo ‘900, incapace di affrontare i cambiamenti e avverte il male di vivere. Si rivolge ad un destinatario imprecisato, un ascoltatore silenzioso. Il dilemma che opprime Prufrock è l'inabilità a vivere un'esistenza significante nel mondo moderno, riassumendo la frustrazione e l'impotenza dell'uomo dei nostri giorni. Pufrock sembra rappresentare desideri contrastati e moderna disillusione. Con l'avanzare della poesia prevalgono immagini d'invecchiamento e decadenza; diventano chiare la rinuncia alla fondamentale domanda e il riconoscimento della propria, mesta figura, indegna ed incapace di turbare l'universo. Egli si paragona ad un cortigiano, persino ad un buffone, figura comica e marginale, non in grado di porsi come protagonista della Vita.
Il melologo si presenta in 6 quadri (corrispondenti ai brani con pianoforte, violino, violoncello, percussioni e clarinetto, che assurge simbolicamente al canto/voce di Prufrock). La percussione accompagna il testo della canzone recitato e svuotato quasi di riferimenti sonoro/musicali determinati, lasciando un senso di smarrimento e di vuoto. Alla fine di ogni stralcio del Poema il commento strumentale crea l’atmosfera interiore suggerita dalla recitazione e prepara alla successiva parte del testo di nuovo accompagnato solo da una diversa e spoglia percussione.
Durata 35 minuti circa 

Thomas Stearns Eliot


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A Dedication
( per soprano solo)
testo da R. M. Rilke – musica di Ruggero Laganà

Di altra solitudine ed estranietà si tratta. Ho tratto un testo da una meravigliosa poesia di Rilke: “Orfeo, Euridice, Ermete”. In essa la discesa agli inferi di Orfeo per ricondurre alla vita Euridice è completamente stravolta rispetto al mito. La risalita dall’Ade di Euridice (amata e compianta dall’inconsolabile Orfeo dopo la sua morte) avviene secondo il racconto che conosciamo: accompagnata da Ermete, segue Orfeo che sale per primo e mai dovrà voltarsi pena l’impossibilità di far rivivere la sposa. Viceversa, inspiegabilmente, ciò accadrà ed Euridice tornerà per sempre nel regno dei morti.
Il perché ciò avviene è spiegato e descritto da Rilke mirabilmente ed appare sconcertante e nuovo:
Euridice è morta e pur nel tentativo di ritorno alla vita non è più la donna amata da Orfeo; colma di morte, è estranea a se stessa e all’amato, spenta, procede, ma non sa nemmeno dove e perché. Orfeo evidentemente se ne accorge, anche se tutto ciò non è detto, e comunque si volta e guarda decisamente e volontaristicamente Euridice perché sente ormai l’impossibilità di ritrovare la stessa in lei la stessa donna e in sé la stessa passione, la stessa vitalità, lo stesso sentimento: la morte è avvenuta e non si ritorna indietro.
E’ incredibile l’esclamazione di Euridice allorché sgomento Ermete annuncia che Orfeo si è voltato: “Chi?” dice Lei, non capendo nulla dell’accaduto nella sua chiusura e non provando nessun dolore nel riprendere la via del ritorno , senza fretta, inciampando nelle sue bende, mite.
Ho affidato tutto alla voce femminile: l’esteriorizzazione dei cambiamenti dei paesaggi esteriori dei luoghi attraversati ed interiori dei personaggi. Nelle varie sezioni del brano si incede dal basso all’alto e i registri della voce sono legati ai tre protagonisti che interrompono il rintocco dei passi del lento e, alla fine inutile cammino, per descriverne le differenze di intenzione, di pensieri, di propositi.
Durata 10 minuti circa

Rainer Maria Rilke

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Giulia mia , le filippine !
(flusso nervoso per voci femminili, cellulare ed ensemble strumentale)
testo di Sandro Cappelletto - musica di Ruggero Laganà

Ho sdoppiato la voce in recitazione e canto. Situazione tipica dell’attualità: donna restata sola che, al cellulare, si lamenta di tutto, delle ragazze che si susseguono come domestiche, degli ex-fidanzati, delle vacanze imminenti che non sa con chi e dove fare... in un ininterrotto flusso di parole bruscamente interrotto da una sorpresa finale non proprio piacevole. La cantante (sua voce interiore) intona e sottolinea solo alcune parole di tale flusso amplificandone il senso. Con la musica mi diverto a commentare, a marcare l’essenziale di questo fiume verboso di strampalata comunicazione, a riderci amaramente un po’ sopra e a rendere estraniato tutto il pathos della telefonata per quello che è: uno sfogo un po’ isterico, un po’ delirante, di una “piccolo borghese”, cittadina, schiava del consumismo e inguaribilmente alienata. E’ apparentemente il contrario della telefonata drammatica, sempre di una donna che sta per essere abbandonata, della Voix humaine di Jean Cocteau (musicata da Poulenc), ma nello sconclusionato, nervoso sproloquio detto, sussurrato, urlato al cellulare si sente un vuoto che ci ricorda molte situazioni dell’oggi e che, se fa sorridere, ci intristisce comunque un po’.
Durata 20 minuti circa

Sandro Cappelletto






sabato 28 settembre 2013

IN SCENA! 2013 - 1° CONCERTO

“HISTOIRE DU SOLDAT”

7 ottobre 2013 – Teatro Vittoria, Torino


ORE 10.30 spettacolo per le scuole – ORE 21.00 spettacolo per tutti

IGOR STRAVINSKIJ
 (1882-1971)

HISTOIRE DU SOLDAT

Fiarì Ensemble
Gianluca Calonghi clarinetto, 
Elvio Di Martino fagotto, 
Ivano Buat tromba
, Corrado Colliard trombone, 
Paolo Volta violino, 
Paolo Borsarelli contrabbasso, 
Riccardo Balbinutti percussioni

Marilena Solavagione, direttore


con la partecipazione di Mario Brusa, voce recitante
 
Stravinskij e Ramuz

La genesi di Histoire du soldat è strettamente legata agli eventi della Prima Guerra Mondiale. Igor Stravinskij, dopo i successi parigini de L'uccello di fuoco, Petruska e La sagra della primavera, si era ritirato con la famiglia in Svizzera e dovette far fronte alle ristrettezze economiche del periodo bellico. La necessità di guadagnarsi da vivere aguzzò l'ingegno del compositore, grazie anche alla collaborazione con il letterato svizzero Charles Ferdinand Ramuz. I due amici ebbero l'idea di creare uno spettacolo con pochi mezzi teatrali e musicali, facilmente trasportabile per città e villaggi. Dunque non un'opera né un balletto, ma più semplicemente una storia da "recitare, suonare e danzare". La scelta del soggetto cadde su un racconto di Afanasiev, che narra la storia di un soldato disertore che stringe un patto con il diavolo. La semplicità della trama richiama l'idea di un racconto morale, dove l'anima del protagonista è simboleggiata dal suo violino, ripetutamente perso e riconquistato. Si tratta di un tema - quello della responsabilità dell'uomo nei confronti del proprio destino - su cui Stravinskij sarebbe ripetutamente tornato: da Jeu de cartes a Oedipus rex, per finire con quel capolavoro della maturità che è La carriera di un libertino.

La versione originale di Histoire du soldat prevede tre ruoli recitati (Narratore, Soldato, Diavolo) e due ruoli danzati (Diavolo e Principessa) e dà indicazioni piuttosto precise su scenografia e costumi. Per il presente spettacolo abbiamo optato per una soluzione più snella grazie alla capacità affabulatoria di Mario Brusa che incarnerà tutti e tre i ruoli recitati.

La trama

Mentre sta tornando a casa in licenza, un soldato incontra il diavolo (nei panni di un vecchio signore con retino acchiappafarfalle) e viene da questi convinto a barattarlo con un libro magico in grado di predire il futuro, procurando così ricchezza. Il soldato dovrà restare con il diavolo tre giorni per insegnarli a suonare il violino. In realtà, senza accorgersene, il soldato non rimane con il diavolo tre giorni, bensì tre anni, e una volta ritornato al villaggio natio la madre non lo riconosce e la fidanzata si è sposata. Gli ricompare il diavolo (ora nelle vesti di un ricco mercante di bestiame), che lo incita ad usare il libro magico. Il soldato è ora ricco, ma infelice. Ancora una volta riappare il diavolo, vestito da vecchia mendicante, con il violino, ma il soldato si rende conto che non è più in grado di suonarlo, si infuria e rompe il libro in mille pezzi.

Il soldato si rimette in cammino e giunge in un regno il cui re ha promesso in sposa la propria figlia a chi riuscirà a guarirla da una misteriosa malattia. Anche il diavolo si trova in questa città, in veste di elegante violinista. Il soldato lo sfida a carte, lo fa ubriacare e riesce così a recuperare il violino. Con esso si reca al capezzale della principessa, suona tre danze (Tango-Valse-Ragtime) che guariscono la malata. Ricompare il diavolo, questa volta proprio nelle sue peculiari vesti di diavolo, ma il soldato lo costringe a ballare al suono del violino, fino a che cade esausto. Il soldato e la principessa si sposano, ma sulla loro felicità grava la maledizione del diavolo, che si attuerà nel caso abbandonino il loro regno. Quando la nostalgia e il desiderio della principessa di conoscere la madre e il villaggio dello sposo li condurranno oltre i confini del regno, infatti, per l'ultima e definitiva volta ricompare il diavolo, che al suono del violino trascina con sé il soldato.

domenica 7 ottobre 2012

IN SCENA! 2012 - PRIMO CONCERTO




UOMINI ARMATI

L’evidente rassomiglianza di alcune caratteristiche compositive (la mancanza di un centro tonale, il cromatismo spesso esasperato, la predilezione per il contrappunto e la similitudine di alcune tecniche ad esso legate, come l’hoquetus con la weberniana klangfarbenmelodie) ha fatto sì che molti dei compositori del primo e secondo novecento traessero ispirazione nella musica dell’epoca pre-barocca (basti pensare allo Stravinsky del Monumentum pro Gesualdo da Venosa, o a Steve Reich che vede tra i suoi maggiori ispiratori i musicisti dell’antica scuola di Notre-Dame Leoninus e Perotinus, o ancora a Glenn Gould, una delle menti musicali più lucide del secolo scorso, che cita come suo musicista preferito il virginalista inglese Orlando Gibbons).

Non fanno eccezione gli inglesi Harrison Birtwhistle e Peter Maxwell-Davies. Se il primo si limita a riorchestrare, con sonorità in un interessante mèlange di antico e moderno, un motteto di Johannes Ockeghem ed un hoquetus del maggior esponente dell’ars nova francese, Guillaume de Machaut, il secondo non rinuncia neanche in questo caso al suo amore per l’esasperata teatralizzazione della musica. Il brano inizia infatti come un ri-arrangiamento di un’anonima messa del quattrocento basata sulla famosa canzone profana L’homme armè che già ispirò Jusquin Desprez, ma presto il meccanismo si inceppa. I gesti musicali diventano assurdi ed esagerati, deteriorandosi in un allucinato fox-trot, mentre la voce narrante racconta dei tradimenti di Giuda e di San Pietro [1], tradimenti che si riflettono nella disgregazione musicale della messa originale.

A completare il programma si è scelto di eseguire Il Combattimento di Tancredi e Clorinda di Claudio Monteverdi, vera fucina di innovazioni tecniche e musicali, capolavoro di quello stile rappresentativo che a breve darà vita all’opera lirica, il principale genere di teatro musicale dal Settecento ai giorni nostri. Qui è possibile leggere il libretto, tratto dal dodicesimo canto della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso.

___________________________

[1] - Traduzione italiana del testo: 

Si avvicinava la festa degli Azzimi, chiamata Pasqua, e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano come toglierlo di mezzo, poiché temevano il popolo. Allora satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei Dodici. Ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle loro mani. Essi si rallegrarono e si accordarono di dargli del denaro. Egli fu d'accordo e cercava l'occasione propizia per consegnarlo loro di nascosto dalla folla.

Pietro gli disse: "Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte". Gli rispose: "Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi". [...Passata circa un'ora, un altro insisteva:] "In verità, anche questo era con lui; è anche lui un Galileo". Ma Pietro disse: "O uomo, non so quello che dici". E in quell'istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: "Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte". E, uscito, pianse amaramente.

"Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me". Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: "Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi". "Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell'uomo se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell'uomo dal quale è tradito!".

(frammenti dal Vangelo secondo Luca, capitolo 22 – traduzione a cura della Conferenza Episcopale Italiana)

domenica 28 novembre 2010

TRE MAESTRI AMERICANI

















IN SCENA! 2010 - rassegna di musica contemporanea -
10^ Edizione

Giovedì 2 dicembre 2010
Teatro Vittoria, via Gramsci 4, Torino
ORE 20.15 RINFRESCO, ORE 21 SPETTACOLO
ingresso libero e gratuito



(3x2)x2

FRANK ZAPPA
DOG BREATH VARIATIONS - UNCLE MEAT

ELLIOTT CARTER
TRIPLE DUO

STEVE REICH
DOUBLE SEXTET
ringraziamo eighth blckbird per l'amichevole concessione della traccia audio

FIARÌ ENSEMBLE
Luciano Condina, flauto
Gianluca Calonghi, clarinetto
Riccardo Balbinutti, percussioni
Gianluca Angelillo, pianoforte
Paolo Volta, violino
Massimo Barrera, violoncello

Marilena Solavagione, direttore

domenica 14 novembre 2010

150 (- 100) PER NORBERTO BOBBIO

IN SCENA! 2010 - rassegna di musica contemporanea -
10^ Edizione

150 (- 100) per Norberto Bobbio
Giovedì 18 novembre 2010

Teatro Vittoria, via Gramsci 4, Torino
ORE 20.15 RINFRESCO, ORE 21 SPETTACOLO

ingresso libero e gratuito

NICCOLÒ CASTIGLIONI
TROPI

FAUSTO ROMITELLI
TRASH TV TRANCE

LUCIANO BERIO
WASSERKLAVIER - ERDENKLAVIER

FABIO VACCHI
DAI CALANCHI DI SABBIUNO

FRANCO DONATONI
ARPÈGE

Letture scelte dagli scritti di Norberto Bobbio

FIARÌ ENSEMBLE
Luciano Condina, flauto
Gianluca Calonghi, clarinetto
Riccardo Balbinutti, percussioni
Gianluca Angelillo, pianoforte
Gilbert Imperial, chitarra elettrica
Paolo Volta, violino
Massimo Barrera, violoncello

Giancarlo Judica Cordiglia, attore
Marilena Solavagione, direttore

martedì 2 novembre 2010

DITTICO SICILIANO


IN SCENA! 2010
10^ Edizione

Giovedì 4 novembre 2010
Teatro Vittoria, via Gramsci 4, Torino
ORE 20.15 RINFRESCO,
ORE 21 SPETTACOLO





Dittico siciliano

LUCIANO BERIO
NATURALE

GIOVANNI SOLLIMA
SPASIMO

Balletto in 1°esecuzione assoluta
Coreografie di Matteo Levaggi


FIARÌ ENSEMBLE
BALLETTO TEATRO DI TORINO (BTT Format)
Marilena Solavagione, direttore

Claudio Andriani, viola
Massimo Barrera, violoncello
Riccardo Balbinutti, percussioni
Paolo Volta, violino
Fabrice De Donatis, violoncello
Gianluca Angelillo, percussioni


ingresso libero e gratuito

venerdì 3 settembre 2010

Ci prepariamo...

Trascorse le vacanze, abbiamo già iniziato a lavorare per la rassegna In Scena! 2010.
Rimanete in contatto, ne sentirete delle belle...

Spent the vacations, we have already begun to work for the concert series In Scena! 2010.
Let you remain in contact, you will listen nice news...

In the meanwhile, enjoy:



venerdì 12 marzo 2010

Ballet

Compositore milanese nato nel 1936, Davide Anzaghi ha compiuto gli studi musicali presso la sua città. Dopo il debutto - giovanissimo - come virtuoso della fisarmonica (qui un piacevole video d'epoca), si è dedicato a tempo pieno alla composizione. Sue opere sono state eseguite presso le più importanti istituzioni musicali italiane e straniere.

Già docente al conservatorio "G. Verdi", ha attraversato le fasi cruciali dell'avanguardia a partire dagli anni '60, pervenendo ad uno stile personale dove l'utilizzo di procedimenti derivati dal serialismo si coniuga con un gusto per il bel suono e per la comunicazione.

Davide Anzaghi è stato nostro gradito ospite lo scorso novembre, in occasione della creazione di Ballet, con coreografia di Matteo Levaggi-Maugeri-Scaglione e i danzatori del BTT - Balletto Teatro di Torino diretto da Loredana Furno.

Abbiamo ritrovato il piacere provato nella preparazione e nell'esecuzione di questo lavoro in questi brevi estratti video.


Born in 1936, Davide Anzaghi completed the musical studies in his native city, Milan. After the debut as young accordion virtuoso (here a pleasant period video), he is devoted full time to the composition. Several works was been performed in the most important musical institutions in Italy and in foreign countries.

Already teacher in the Milan conservatory "G. Verdi", he has crossed all the crucial phases of the avantgarde from the 60's, reaching to a personal style where the use of procedures derived by the serialism conjugates him with a taste for bel suono and communication.

Davide Anzaghi has been our pleasant guest last November, on the occasion of the creation of Ballet, with choreography of Matteo Levaggi-Maugeri-Scaglione and the dancers of the BTT - Ballet Theater in Turin directed by Loredana Furno.

We have found again the pleasure tried in the preparation and in the execution of this job in these brief video extracts.

Davide Anzaghi
BALLET
BTT - Balletto Teatro di Torino
Fiarì Ensemble
Luciano Condina, flute
Riccardo Balbinutti, percussion
Massimo Barrera, cello
Luca Ieracitano, piano
Marilena Solavagione, conductor

live recording, November 19th, 2009
Torino, Teatro Vittoria

giovedì 4 marzo 2010

Cortesie per gli ospiti

Un brano di Andrea Vigani, ancora dal concerto del 14 novembre 2006.
Cortesie per gli ospiti è stato composto espressamente per il Fiarì Ensemble.
Un brano epigrammatico dove complessità e senso della comunicazione si fondono perfettamente.

Qualche link per conoscere meglio Andrea e la sua musica:
http://www.myspace.com/andreavigani
http://www.composers21.com/compdocs/vigania.htm
http://brahms.ircam.fr/composers/composer/21894/

Cortesie per gli ospiti has been especially composed for Fiarì Ensemble.
An epigrammatic piece, where complexity and sense of the communication are perfectly melted.

Some Andrea's link:
http://www.myspace.com/andreavigani
http://www.composers21.com/compdocs/vigania.htm
http://brahms.ircam.fr/composers/composer/21894/

Andrea Vigani
CORTESIE PER GLI OSPITI
for ensemble (2006)

Live concert - Turin, Teatro Baretti - nov. 14, 2006
Series: "Novecento. Sentieri ritrovati e nuovi percorsi"
6th Edition: Ritratti

Fiarì Ensemble
Alberto Barletta, flute
Stefano Simondi, oboe
Gianluca Calonghi, clarinet
Gianluca Angelillo, piano
Riccardo Balbinutti, percussion
Paolo Volta, violin
Massimo Barrera, cello
Marilena Solavagione, conductor



giovedì 11 febbraio 2010

Undici danze per la bella Verena

Niccolò Castiglioni (1932-1996)
UNDICI DANZE PER LA BELLA VERENA
for violin and piano (1996)
Danze 1-4
Edizioni Ricordi

Live concert - Turin, Teatro Baretti - nov. 14, 2006
Series: "Novecento. Sentieri ritrovati e nuovi percorsi"
6th Edition: Ritratti

Paolo Volta, violin
Gianluca Angelillo, piano

L'ultimo brano completato da Castiglioni una settimana prima della morte. Una piccola summa del suo pensiero musicale: abile commistione tra materiali tonali e atonali, ricerca di un suono sorgivo, rapporto fertile con il passato. In poche parole: una musicalità istintiva.

Tra le testimonianze sull'opera questo Maestro segnaliamo - in rete - quella di Renzo Cresti, che condividiamo pienamente.


The last composition completed by Castiglioni one week before his death. A little summa of Castiglioni's musical thinking: tonal and atonal materials mixed with a skilful hand, search of a sparkling sound, fertile relationship with the past. In few words: an instinctive musicality.

Worthy of note is the testimony of italian musicologist Renzo Cresti. We absolutely agree with him.

sabato 6 febbraio 2010

Intonazione

Niccolò Castiglioni (1932-1996)
INTONAZIONE
for flute, oboe, violin, cello (1992)
IV - Adagietto secondo
Edizioni Ricordi

Live concert - Turin, Teatro Baretti - nov. 14, 2006
Series: "Novecento. Sentieri ritrovati e nuovi percorsi"
6th Edition: Ritratti


Fiarì Ensemble
Alberto Barletta, flute
Stefano Simondi, oboe
Paolo Volta, violin
Massimo Barrera, cello
Marilena Solavagione, conductor